giovedì 21 giugno 2012

DON BOSCO E LA DEVOZIONE AL SACRO CUORE- sesta parte-

Dal libro  "DON BOSCO E LA DEVOZIONE AL S. CUORE" di Arnaldo Pedrini :



"La Coroncina al S. Cuore di Gesù era un'altra pratica contemplata nel Giovane Provveduto, quindi in uso a Valdocco fin dagli inizi.
Essa fu prediletta dal nostro Padre fin dai primordi del suo apostolato, ed ha il pregio di unire ancora alla più umile ed amorosa adorazione del Cuore di Gesù la riparazione più fervida alle offese che riceve nella SS. Eucaristia.
Essa è destinata a rendere più fervida e preziosa la visita in comune a Gesù Sacramentato, specialmente durante gli Esercizi Spirituali".
Anche ne "La Chiave del Paradiso in mano al cattolico del 1856, tra i doveri del buon cristiano si contemplava pure la recita della Coroncina in onore del S. Cuore.
Nella parte introduttiva così si legge: Intendete di recitare questa Corona al Divin Cuore di Gesù per risarcirlo degli oltraggi che riceve nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagli infedeli e cattivi cristiani.
Si dica dunque o da solo o con altre persone raccolte, se si può, dinanzi all'immagine del Divin Cuore o davanti al SS. Sacramento".

Ed ecco il testo della Coroncina, come inserito da don Bosco stesso ne "Il Giovane Provveduto":

Intendete di recitare questa corona al Divin Cuore di Gesù per risarcirlo degli oltraggi che riceve nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Si dica adunque o da solo o con altre persone raccolte, se si può, dinanzi all'immagine del Divin Cuore o davanti al Santissimo Sacramento.
            V. Deus, in adjutorium meum intende.
            R. Domine, ad adjuvandum me festina. Gloria Patri etc.


            I. O Cuore amabilissimo del mio Gesù, adoro umilmente quella dolcissima amabilità vostra, che in singolar modo usate nel Divin  {105 [285]} Sacramento colle anime ancor peccatrici. Mi dispiace di vedervi cosi ingratamente corrisposto, ed intendo risarcirvi di tante offese che ricevete nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani.
            Pater etc.

            II. O Cuore umilissimo del mio sacramentato Gesù, adoro umilmente quella profondissima umiltà vostra nella Divina Eucaristia, nascondendovi per nostro amore sotto le specie del pane e del vino. Deh vi prego, Gesù mio, ad insinuare nel mio cuore cosi bella virtù; io intanto procurerò di risarcirvi di tante offese che ricevete nel SS. Sacramento dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.

            III. O Cuore del mio Gesù desiderosissimo di patire, adoro que' desideri cosi accesi d'incontrare la vostra passione dolorosissima e di assoggettarvi a que' torti da voi preveduti nel SS. Sacramento. Ah Gesù mio! intendo ben di cuore di risarcirvene colla mia vita stessa; vorrei impedire quelle offese, che pur troppo ricevete nella Divina Eucaristia dagli, eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.

            IV. O Cuore pazientissimo del mio Gesù, venero umilmente quell'invincibile pazienza vostra nel sostenere per amor mio tante pene sulla Croce, e tanti strapazzi nella Divina Eucaristia. O mio caro Gesù! poiché non  {106 [286]} posso lavar col sangue mio que' luoghi dove foste cosi maltrattato nell'uno e nell'altro mistero, vi prometto, o mio sommo Bene, di usare ogni mezzo per risarcire il vostro Divin Cuore di tanti oltraggi, che  ricevete nella SS. Eucaristia dagli eretici, dagl' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.

            V. O Cuore, del mio Gesù, amantissimo delle nostre anime nella istituzione ammirabile della SS. Eucaristia, io adoro umilmente quell'amore immenso che ci portate donandoci per nutrimento il vostro Divin Corpo e Divin Sangue. Qual è quel cuore che struggere non si debba alla vista di cosi immensa carità? Oh mio buon Gesù, datemi abbondanti lagrime per piangere e risarcire tante offese che ricevete nel SS. Sacramento dagli eretici, dagi' infedeli e da' cattivi cristiani. Pater etc.

            VI. O Cuore del mio Gesù sitibondo della salute nostra, venero umilmente quell'amore che vi spinse ad operare il sacrifizio ineffabile sulla Croce, rinnovandolo ogni giorno sugli Altari nella santa Messa. Possibile che a tanto amore non arda il cuore umano pieno di gratitudine? Si, pur troppo, o mio Dio; eperciò vi prometto di fare quanto posso per risarcirvi di tanti oltraggi che ricevete in questo mistero di amore dagli eretici, dagl' infedeli, e da' cattivi cristiani. Pater etc.
            Questo esercizio può servire per fare la novena delle feste di Nostro Signor G. CC. {107 [287]}

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