domenica 20 novembre 2016

UN CUORE RICCO DI MISERICORDIA /6


A conclusione dell'Anno Santo della Misericordia, il blog condivide con i lettori un pensiero di Mons.  Guido Marini, testo in cui si riflette sulla Solennità di oggi, anche in relazione al Cuore di Cristo. La riflessione ci aiuta a pensare all'avvento del Regno del Sacro Cuore, perché, come disse Giovanni Paolo II, «Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate  dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata,il Regno del Cuore di Cristo!» (Giovanni Paolo II, Messaggio ai Gesuiti, 5 ottobre 1986).



«In questa Domenica il Santo Padre ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro.
In tal modo è terminato l'Anno Santo della Misericordia.
La Porta della Misericordia, però, rimane sempre aperta!
Perché Gesù, il Risorto da morte, è la Porta, spalancata e vivente, della misericordia di Dio, dispensata per noi dalla Chiesa, soprattutto nella celebrazione dei sacramenti.

Oggi celebriamo la solennità di Gesù Cristo, Re dell'Universo.
La sua è una regalità di amore! E la sua massima espressione è la Croce. Il Cuore di Gesù Crocifisso, infatti, è la ferita-feritoia da cui scaturisce l'infinita misericordia di Dio,  unica e vera salvezza del mondo.
Torniamo, pertanto, a scambiarci a vicenda, con tanta gioia, il bel saluto cristiano: "Cristo regni!" - "Sempre!".

La regalità di Gesù e la realtà del Suo Regno di amore le affermiamo nella preghiera del Padre nostro, quando invochiamo: "Venga il tuo regno".
E' una domanda accorata che sale dalla Chiesa  e che riguarda l'oggi della storia ma anche e soprattutto l'eternità.
Ascoltiamo, al riguardo, una pagina di san Cipriano:  "Ma allora, domando io, perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, se continua a piacerci la prigionia della terra?
Perché con frequenti suppliche domandiamo e imploriamo insistentemente che si affretti a venire il tempo del regno, se poi coviamo nell'animo maggiori desideri e brame di servire quaggiù il diavolo anziché di regnare con Cristo?
Dal momento che il mondo odia il cristiano, perché ami chi ti odia e non segui piuttosto Cristo, che ti ha redento e ti ama?
Mostriamo nei fatti ciò che crediamo di essere.
Chi, trovandosi lontano dalla patria, non si affretterebbe a ritornarvi?
La nostra patria non è che il paradiso.
Là ci attende un gran numero di nostri cari, ci desiderano i nostri genitori, i fratelli, i figli in festosa e gioconda compagnia,
sicuri ormai della propria felicità, ma ancora trepidanti per la nostra salvezza.
Vederli, abbracciarli tutti: che gioia comune per loro e per noi!Che delizia in quel regno celeste non temere mai più la morte e che felicità vivere in eterno!"
Ecco perché afferma sant'Agostino: 
"O felice quell'alleluia cantato lassù! O alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio".

In questa Domenica cantiamo con gioia grande l'alleluia: Gesù Cristo è il nostro Re e noi viviamo nel Suo Regno!
Ora in parte e  nella speranza, un giorno del tutto e nella piena realtà».

(Mons. Guido Marini)





UN CUORE RICCO DI MISERICORDIA /6



A conclusione dell'Anno Santo della Misericordia, il blog condivide con i lettori un pensiero di Mons.  Guido Marini, testo in cui si riflette sulla Solennità di oggi, anche in relazione al Cuore di Cristo. La riflessione ci aiuta a pensare all'avvento del Regno del Sacro Cuore, perché, come disse Giovanni Paolo II, «Gli elementi essenziali della devozione al Cuore di Cristo appartengono in modo permanente alla spiritualità della Chiesa, lungo tutta la sua storia. Perché fin dall’inizio, la Chiesa alzò il suo sguardo al Cuore di Cristo trafitto sulla croce… Sulle rovine accumulate  dall’odio e dalla violenza potrà essere costruita la civiltà dell’amore tanto desiderata,il Regno del Cuore di Cristo!» (Giovanni Paolo II, Messaggio ai Gesuiti, 5 ottobre 1986).



«In questa Domenica il Santo Padre ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro.
In tal modo è terminato l'Anno Santo della Misericordia.
La Porta della Misericordia, però, rimane sempre aperta!
Perché Gesù, il Risorto da morte, è la Porta, spalancata e vivente, della misericordia di Dio, dispensata per noi dalla Chiesa, soprattutto nella celebrazione dei sacramenti.

Oggi celebriamo la solennità di Gesù Cristo, Re dell'Universo.
La sua è una regalità di amore! E la sua massima espressione è la Croce. Il Cuore di Gesù Crocifisso, infatti, è la ferita-feritoia da cui scaturisce l'infinita misericordia di Dio,  unica e vera salvezza del mondo.
Torniamo, pertanto, a scambiarci a vicenda, con tanta gioia, il bel saluto cristiano: "Cristo regni!" - "Sempre!".

La regalità di Gesù e la realtà del Suo Regno di amore le affermiamo nella preghiera del Padre nostro, quando invochiamo: "Venga il tuo regno".
E' una domanda accorata che sale dalla Chiesa  e che riguarda l'oggi della storia ma anche e soprattutto l'eternità.
Ascoltiamo, al riguardo, una pagina di san Cipriano:  "Ma allora, domando io, perché preghiamo e chiediamo che venga il regno dei cieli, se continua a piacerci la prigionia della terra?
Perché con frequenti suppliche domandiamo e imploriamo insistentemente che si affretti a venire il tempo del regno, se poi coviamo nell'animo maggiori desideri e brame di servire quaggiù il diavolo anziché di regnare con Cristo?
Dal momento che il mondo odia il cristiano, perché ami chi ti odia e non segui piuttosto Cristo, che ti ha redento e ti ama?
Mostriamo nei fatti ciò che crediamo di essere.
Chi, trovandosi lontano dalla patria, non si affretterebbe a ritornarvi?
La nostra patria non è che il paradiso.
Là ci attende un gran numero di nostri cari, ci desiderano i nostri genitori, i fratelli, i figli in festosa e gioconda compagnia,
sicuri ormai della propria felicità, ma ancora trepidanti per la nostra salvezza.
Vederli, abbracciarli tutti: che gioia comune per loro e per noi!Che delizia in quel regno celeste non temere mai più la morte e che felicità vivere in eterno!"
Ecco perché afferma sant'Agostino: 
"O felice quell'alleluia cantato lassù! O alleluia di sicurezza e di pace! Là nessuno ci sarà nemico, là non perderemo mai nessun amico. Ivi risuoneranno le lodi di Dio".

In questa Domenica cantiamo con gioia grande l'alleluia: Gesù Cristo è il nostro Re e noi viviamo nel Suo Regno!
Ora in parte e  nella speranza, un giorno del tutto e nella piena realtà».

(Mons. Guido Marini)





domenica 5 giugno 2016

UN CUORE RICCO DI MISERICORDIA /5

Riflessioni nell'anno giubilare


Nell'Anno Santo della Misericordia il mese di giugno, tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, permette di affrontare la riflessione sul Cuore di Cristo dall'angolazione dell'amore misericordioso. 
Il blog proporrà ai suoi lettori una serie di brevi scritti e riflessioni su questo tema. 


IL CUORE DI CRISTO E L'APPELLO ALLA CONVERSIONE
(Michele G. D'Agostino, Gesù Maestro. Il Cuore di Cristo via, verità e vita, Adp, 2008, pp. 203-204)

«Il Sacro Cuore del Divino Maestro via, verità e vita, che manifesta l'immensa e ardentissima carità del Salvatore verso gli uomini, ci rivolge l'appello a una continua e profonda conversione. Ci chiede di incorporarci a Lui perché solo in Lui, nel suo mistero, troviamo il vero gaudio e la pace.
Tante volte ci immergiamo in gioie passeggere che alla fine ci lasciano più vuoti di prima. Il Signore Gesù desidera che ci realizziamo umanamente diventando sempre più cristiformi.
Rivolgiamoci pertanto con fiducia al Padre che ci ama in Cristo e non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Il Signore vuole la nostra piena realizzazione: "Appartenere a Gesù non significa per esempio 'averne sentito parlare', ma appartenergli in fedeltà costante; significa: rendersi magari colpevoli, ma ritrovare la fedeltà ricordando il primo amore".
Siamo pertanto invitati a risorgere in Cristo Maestro che ci istruisce, ci plasma e ci forma con il frutto dello Spirito che è "amore, gioia, pace, longanimità, bontà, benevolenza, fiducia, mitezza, padronanza di sé" (Gal 5, 22-23). San Paolo parla al singolare (frutto dello spirito), quasi a volerci comunicare che l'unico frutto è Cristo!
Cerchiamo di immergerci con tutte le nostre forze nel Cuore del Salvatore; Egli sta davanti alla porta del nostro cuore e bussa (Ap 3,20). 
Il conoscere il Cuore (verità), lo sperimentare il Cuore (via) e il vivere nel Cuore (vita) di Gesù Divino Maestro, attingendo agli immensi tesori di grazia del suo costato trafitto e aperto, ci permette di "nasconderci con Cristo in Dio" (cfr. Col 3,3).  Possiamo quindi testimoniare credibilmente e con speranza l'epifania della sublime ed eterna misericordia che si è rivelata pienamente nel mistero gratuito e trasformante della Carità amante teneram salvifica e oblativa del Redentore.
Il Sacratissimo Cuore del Maestro ci attira tutti a sé con legami di bontà e vincoli d'amore, consumandoci nel fuoco purificante e sanante della sua divina misericordia».

sabato 4 giugno 2016

UN CUORE RICCO DI MISERICORDIA /4

Riflessioni nell'anno giubilare


Nell'Anno Santo della Misericordia il mese di giugno, tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, permette di affrontare la riflessione sul Cuore di Cristo dall'angolazione dell'amore misericordioso. 
Il blog proporrà ai suoi lettori una serie di brevi scritti e riflessioni su questo tema. 


UN CUORE MISERICORDIOSO
(Michele G. D'Agostino, Gesù Maestro. Il Cuore di Cristo via, verità e vitaAdp, 2008, pp. 103-106)

«Il Cuore del Maestro è anzitutto un Cuore di eterna misericordia! Cristo Maestro è quindi "il sommo sacerdote misericordioso e fedele" (Eb 2,17) che ci viene incontro con il suo sguardo compassionevole e benevolo (cfr. Luca 22,61) rivelandoci il volto amoroso del Padre. Nella Bibbia non incontriamo l'espressione "amore misericordioso" in senso letterale, se non in Luca 1,78 (Benedictus). Dio salva e perdona "grazie alla sua bontà misericordiosa". Dio Padre, "ricco di misericordia per il grande amore con il quale ci ha amati" (Ef 2,4), perdona nel Figlio suo, Divino Maestro, coloro che perdonano di cuore al proprio fratello: Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe" (Mt 6,14-15). Tra il perdono di Dio e il perdono del prossimo si instaura quindi un reciproco e intimo rapporto: l'uno richiama essenzialmente l'altro.
Il Cuore misericordioso è anche un Cuore che esprime un giudizio di amore. L'uomo di oggi sente una certa repulsione e avversione ad accostarsi al Cuore del Maestro sotto l'aspetto del divino giudizio, eppure non possiamo tralasciare di considerare il Cristo nella sua totalità così come si è rivelato a noi uomini. Nel Cuore di Cristo Gesù, mite redentore dell'uomo, il giudizio e la misericordia sono aspetti di un'unica realtà tra loro coessenziale anche se per noi risulta difficile afferrare i due aspetti nella loro reciproca complementarità: "Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie" (Gv 3,17-19). Il Cuore  di Cristo Signore giudica con misericordia e la misericordia è accompagnata dal giudizio ed è la misericordia che avrà la meglio nel giudizio (cfr. Gc 2,12-13)
La giustizia di Dio è una realtà vivente e operante in quanto Egli è il santo, il fedele, il viscerale e il misericordioso. Questa grazia fedele e giustificante è l'amore misericordioso che Dio Padre ha rivelato pienamente nel Cuore di Cristo Gesù. 
Il Cuore del Maestro giudica in chiave caritatevole e misericordiosa facendo riconoscere all'uomo i suoi errori, le sue iniquità e il suo peccato. 
Il Cuore di Gesù ci giudica perché ci ama e, amandoci, profondamente, ci giudica perché desidera ardentemente la nostra conversione. Il tribunale del giudizio di Cristo Maestro è sempre un tribunale di viscerale clemenza e di misericordia: Egli, nel sacramento della riconciliazione, attende il nostro ritorno e vuole guarirci da tutte le nostre infermità. 
Nessun peccato, per quanto grave, deve farci disperare: la speranza cristiana nella divina misericordia è un invito cristiano a saper accogliere, con tutta la sua forza, il Dio che ci consola. Il  Cuore del Divino Maestro sa che abbiamo estremamente bisogno del suo amore misericordioso che ci viene incontro con tutta la sua soave e incommensurabile bontà.
Lasciamoci abbracciare da Dio Padre: questo paterno abbraccio dovrebbe farci sentire di essere figli nel Cuore del suo diletto Figlio».

venerdì 3 giugno 2016

UN CUORE RICCO DI MISERICORDIA /3

Riflessioni nell'anno giubilare


Nell'Anno Santo della Misericordia il mese di giugno, tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, permette di affrontare la riflessione sul Cuore di Cristo dall'angolazione dell'amore misericordioso. 
Il blog proporrà ai suoi lettori una serie di brevi scritti e riflessioni su questo tema.


IL CUORE DI GESÙ CI PARLA DELLA MISERICORDIA
(P. Mario, Editoriale, Ragazzi Soli, n. 04, giugno 2016)
«Il Cuore di Gesù appartiene a tutti, ma ha delle tenerezze particolari per coloro che gli sono consacrati e sono completamente dediti al suo culto, al suo amore. Dio è "innamorato di noi", ci accarezza teneramente, ci canta la ninna-nanna proprio come fa un papà con il suo bambino. Nella Scrittura il Signore dice infatti: "Non temere, vermiciattolo di Israele, non temere!" perché "Io sono con te, io ti prendo la mano". Non solo: lui ci cerca per primo, ci aspetta e ci insegna a essere "piccoli".
Andiamo dunque da Gesù, perché Lui ha un Cuore grande e misericordioso che ci attende sempre. Il suo Cuore non è un simbolo immaginario, è il centro da cui scaturisce la salvezza per tutta l'umanità: è l'amore di Dio per l'uomo, è la misericordia, cioè l'atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia.
Il Cuore di Gesù ci parla della misericordia di Dio: con il racconto della morte di Cristo, Giovanni afferma che dal cuore di Gesù, Agnello immolato sulla croce, scaturisce per tutti gli uomini il perdono e la vita; ed è proprio sulla Croce che Dio ci dona la sua misericordia, forza che dà vita e risuscita l'uomo!
La misericordia di Dio dà vita all'uomo, lo risuscita dalla morte. Il Signore ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona. È pura misericordia».

giovedì 2 giugno 2016

UN CUORE RICCO DI MISERICORDIA /2

Riflessioni nell'anno giubilare


Nell'Anno Santo della Misericordia il mese di giugno, tradizionalmente dedicato al Sacro Cuore di Gesù, permette di affrontare la riflessione sul Cuore di Cristo dall'angolazione dell'amore misericordioso. 
Il blog proporrà ai suoi lettori una serie di brevi scritti e riflessioni su questo tema. 


A SCUOLA DI GESÙ PER IMPARARE COME SI AMA
(Ottavio De Bertolis, A scuola di Gesù per imparare come si ama
in La Santa Crociata in onore di San Giuseppe, n. 6, 2016, p. 9)

«"Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò sollievo. Imparate da me sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime". Ascoltiamo la sua parola e la ripetiamo, anche molte volte, lasciando che questa cali nella profondità del nostro cuore. Ci verranno in mente molte situazioni, molte persone o fatti: lasciamo che la parola che ascoltiamo entri in tutto ciò. A quel punto possiamo iniziare a interrogarci: che cosa mi turba? Che cosa cosa mi affatica? Che cosa mi opprime? Andiamo da Gesù con questi pesi e poniamoli ai suoi piedi: parliamo di questi con Lui, come un amico parla a un amico, ora chiedendo consiglio, ora supplicando aiuto, ora chiedendo perdono. Pensiamo alla vita di Gesù: che cosa ci direbbe vedendoci nella nostra condizione? Che cosa ci insegnano le sue parole? Chiediamo alla luce dello Spirito Santo che ci ricordi le parole di Gesù e ce le faccia sentire intimamente, come la risposta ai nostri problemi. Ascoltiamo poi la parola che più di tutte rispecchia il suo Cuore: umiltà.
È umile chi perdona, chi rinuncia alla vendetta, chi risponde al male con il bene, cioè chi è mite. Possiamo ripetere anche a lungo la ben nota preghiera "Gesù, mite e umile di cuore, rendi il mio cuore simile al tuo". La ripetiamo a lungo, come una sorta di litania, calando sempre queste parole nella situazione concreta che mi appesantisce od opprime».