mercoledì 13 giugno 2012

DON BOSCO E LA DEVOZIONE AL SACRO CUORE- quarta parte-

 Dal libro "Don Bosco e la devozione al S. Cuore" di Arnaldo Pedrini:


"Don Giulio Barberis, che conobbe bene Don Bosco, così testimoniava di lui:

Per Don Bosco questa devozione non doveva fermarsi a buone aspirazioni ed a preghiere vocali; egli voleva che si esternasse in opere buone; voleva che il devoto fosse attivo, che questa devozione ne informasse tutta la vita; voleva che il devoto spendesse la vita ad allontanare il prossimo dal peccato ed avviarlo al bene..
Don Bosco, dalla devozione al Sacro Cuore seppe cogliere la parte concreta e valida per la sua opera di catechismo e di evangelizzazione in mezzo alla gioventù pericolante.

S. Luigi Gonzaga, particolarmente venerato da don Bosco,
ed proposto ai suoi giovani come modello di purezza


Non si creda però che la devozione al S. Cuore di Gesù sia stata per il nostro Padre soltanto cosa degli ultimi anni di vita.


Ci potrebbe essere del resto una parziale conferma l'immagine visiva ed emblematica che ritroviamo proprio in uno dei manuali di pietà in uso all'Oratorio, e precisamente il Giovane Provveduto:
Nella prima pagina, don Bosco presenta ai giovani il modello S. Luigi Gonzaga, con l'immagine del Santo...: gli occhi fissi al Crocifisso ed un giglio in mano. 
Sotto questo quattro versi:

Venite, o giovanetti/ offrite al Divin Cuore (di Gesù) il verginal candore/ che io vi proteggerò.




Oltre che per la devozione in sé, che aveva il suo forte rapporto con la SS. Eucaristia, andava incrementandosi nell'Oratorio la pratica in onore del S. Cuore nelle modalità, nelle norme già esistenti, o altre che si armonizzavano nel loro tentativo di espansione e di consolidamento".

Nessun commento:

Posta un commento