martedì 24 giugno 2014

NOVENA AL SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - Settimo giorno: "Cuore di Gesu', fonte di ogni consolazione" -


S.Cuore - Chiesa di San Giacomo, Roma
PREGHIERA  AL  SACRO CUORE
 
Dio, Padre buono,
nel Cuore di Tuo Figlio
celebriamo le meraviglie del Tuo amore:
da questa fonte inesauribile
riversa su di noi
l'abbondanza dei Tuoi doni.
Amen
(dalla Liturgia) 
















Meditare sul rapporto tra il Cuore di Gesù e lo Spirito Santo, porta inevitabilmente a fermarsi su un'altra delle litanie dedicato al Cuore di Cristo: "Cuore di Gesù, fonte di ogni consolazione".
Nel discorso di commiato, durante l'Ultima Cena, Gesù dice ai Suoi di non temere, perché manderà loro lo Spirito Santo: "Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre" (Gv 14,16).
E' lo Spirito Colui che ci insegna ogni cosa e ci fa comprendere le parole di Gesù (cfr GV 14,26), è la Seconda Persona della Trinità che ci da' fortezza nelle prove, fino al martirio, se occorresse!
E' Colui che ci rende capaci di leggere le Scritture non solo con gli occhi del corpo, ma anche e soprattutto di "vederle" con lo sguardo interiore, spirituale, per comprenderne i significati non materiali, ma più profondi, legati all'Amore di Dio per noi.
San Giovanni Paolo II, nell'udienza generale del 13 marzo 1991, affermò:
"Lo Spirito Santo, mandato dal Padre, sarà “un altro Consolatore”, inviato nel nome di Cristo, la cui missione messianica deve concludersi con la sua dipartita da questo mondo per ritornare al Padre. 
Questa dipartita, che avviene mediante la morte e la risurrezione, è necessaria perché possa venire l’“altro Consolatore” (Gv 16, 7). 
Gesù lo afferma chiaramente quando dice: “Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”.
C'è dunque un profondo legame tra il Cuore di Gesù ed il Consolatore.
Non solo perché proprio nel Cuore di Cristo abita l' Amore che unisce Lui ed il Padre, cioè il Paraclito, ma anche perché solo con la "trafittura" di quel Cuore, che avviene sulla Croce, lo Spirito potrà venire a noi, come bene sottolinea San Giovanni:
"Uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua"
(Gv 19,34).
Nell'Acqua e nel Sangue sono rappresentati i Sacramenti del Battesimo e dell'Eucaristia.
Riflettiamo su questo passaggio: nel Battesimo diventiamo, per opera dello Spirito Santo che riceviamo, figli di Dio.
"La Chiesa è nata da questi due sacramenti, da questo bagno di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo per mezzo del Battesimo e dell’Eucaristia. 
E i simboli del Battesimo e dell’Eucaristia sono usciti dal costato. 
Quindi è dal suo costato che Cristo ha formato la Chiesa, come dal costato di Adamo fu formata Eva". (San Giovanni Crisostomo)
Nell'Eucaristia ritroviamo il Cuore Eucaristico di Gesù. 
Anche la scienza ne da' conferma (basti pensare al miracolo di Lanciano).
Ed ogni volta che viene celebrato il Santo Sacrificio, il sacerdote si rivolge così al Padre:
"manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo,
perché diventino il corpo e  il sangue di Gesù Cristo,
tuo Figlio e nostro Signore".
Ecco che, ancora una volta, riemerge il rapporto tra Cuore di Gesù e Spirito Santo.
Come non ripensare alle parole del profeta Ezechiele, che in poche battute, condensa, sottolinea, sancisce in maniera inequivocabile, questo legame profondo?
"Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne".
(Ez 36,26)
Nel Cuore di Cristo troviamo lo Spirito Consolatore, Cristo è fonte di consolazione per noi, ed è il Maestro stesso ad invitarci, dunque, a "riposare" sul Suo Cuore:
"Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime" (Mt 11,29)

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