domenica 1 giugno 2014

IL CUORE DELLA MADRE E IL CUORE DEL FIGLIO - pensieri di Mons. V. Bertolone - prima parte


In occasione dei mesi di maggio e di giugno, Mons. Vincenzo Bertolone - arcivescovo di Catanzaro-Squillace - è solito inviare ai fedeli della sua diocesi una "lettera" per aiutare a riflettere e meditare.

Condivido con voi alcuni spunti di questo testo, augurandovi trenta giorni pieni della dolcezza e della pace che solo il Cuore di Cristo può dare!


"La vita devozionale mariana, con i suoi ritmi di preghiera, meditazione e impegno esistenziale, vuole, in qualche modo, condurci ai ritmi propri della vita devozionale al Sacro Cuore.
Sì, davvero è come se il cuore della Mamma mettesse in moto la devozione popolare cristiana, orientandola verso il Cuore del Figlio, sottolineandone le sinergie, le pulsioni consonanti, i tirmi giusti da assumere, i sacrifici da offrire, le preghiere da elevare.
Il cuore stesso del popolo di Dio, ritmando la propria esistenza sulla frequenza del cuore della Madre, entra, perciò, meglio in sintonia con il Sacratissimo Cuore del Figlio, quasi ne sente la gioia vitale e ne coglie le risonanze, che sono le risonanze stesse di Dio!

In tal modo, dalla vita spirituale di chi si accosta - come noi - al mistero della Madre è, per così dire, inevitabile e naturale approdare al mistero del Figlio.
Se è vero e fondato l'adagio popolare ad Jesum per Mariam, possiamo, dobbiamo, andare, dunque, dal cuore di Maria, particolarmente venerato nel mese di maggio, al Sacratissimo Cuore di Gesù Cristo
In questo senso, Santa Maria diviene per noi effettivamente Odegitria, cioè colei che ci mostra il cammino, da cuore a cuore, accompagnandoci, con cuore di mamma, verso il Cuore di suo Figlio: una via di devozione e di amore, di carità e di dedizione struggente.

Perciò davvero, nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, è insita la qualità di simbolo e di espressiva immagine dell'infinita carità di Gesù Cristo, che ci stimola a ricambiarlo col nostro amore.
Lasciamoci guidare docilmente dalle ragioni di questi due cuori!
Ciò significa imparare a vedere e conoscere anche mediante le corde dell'affettività e dell'amore, che integrano le corde della speculazione e della riflessione razionale, correlando il comprendere con il credere, coniugando ascolto e visione".
 

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