lunedì 22 luglio 2013

LA VIA CRUCIS E IL SACRO CUORE


Quest'oggi il Santo Padre Francesco partirà per il Brasile dove si svolgerà la GMG.
Oltre ad unirvmi a quanti pregano per lui, colgo l'occasione per condividere con voi un testo di Padre Lucio Zorzi, che all'epoca della pubblicazione del volumetto, esercitava il suo ministero nella parrocchia di San Giovanni Evangelista, a Rio de Janeiro.
Nel brano che fra poco leggerete si parla della Via crucis, ponendola in rapporto con il Sacratissimo Cuore di Gesù. 
E' utile riflettere su questo testo pensando ad una nota inserita dall'autore, che si riallaccia all'Anno della Fede e al tema della "nuova evangelizzazione".

"Nella periferia di Rio de Janeiro i cattolici usano fare la Via crucis passando per i rioni, per i quartieri e per le strade delle parrocchie.
Oltre ad essere una testimonianza pubblica di fede, la Via crucis diventa un momento forte di evangelizzazione in mezzo alla gente".


Corrado Mezzana- Cristo in Croce e San Longino
Roma, Basilica di S. Eustachio



Da "Il Sacro Cuore- una spiritualità da riscoprire" di padre Lucio Zorzi

"La Via Crucis può essere considerata una delle più antiche e più importanti pratiche popolari della spiritualità del Sacro Cuore di Gesù.

Con la Via crucis, il popolo cristiano realizza la profezia, citata dall'evangelista Giovanni ai piedi della croce: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto(cfr Gv19, 34-37).

Durante la Via crucis accompagniamo il cammino di Gesù al Golgota, meditando sulla sua passione, morte e risurrezione.
Contemplando colui che fece la volontà del Padre fino alla fine e che ci amò fino alle conseguenze estreme, meditando sugli insegnamenti di ognuna delle stazioni della Via crucis, potremo capire meglio la nostra vita e la vita dei nostri fratelli che soffrono e trovare in Gesù Cristo la speranza e la forza della risurrezione.

Vicino alla croce, come Maria e il discepolo amato, contemplando il cuore trafitto di Gesù potremo comprendere, con tutti i santi, quale sia l'ampiezza, la lnghezza, l'altezza e la profondità e conoscere l'amore di Cristo. (Ef 3,18-19).

E' consuetudine celebrare la Via crucis specialmente in Quaresima, riflettendo e pregando sulla passione di Gesù e di tutti quelli che soffrono.

Ma la Via crucis  può e deve essere fatta in molti altri momenti dell'anno, si ain gruppo, sia personalmente.
Per questa ragione in quasi tutte le chiese ci sono i quadri con le stazioni della Via crucis"
.

venerdì 19 luglio 2013

MEDITIAMO IL ROSARIO CON IL SACRO CUORE - meditazioni dal Magistero di Giovanni Paolo II - MISTERI LUMINOSI

Prosegue la pubblicazione dei misteri del Santo Rosario, con meditazioni sul Sacro Cuore.

Ricordo agli amici del blog che si tratta di testi brevissimi, estrapolati dagli Angelus di Papa Giovanni Paolo II e riadattati per uso parrocchiale, consentendo una riflessione intensa, ma non troppo appesantita, sul mistero del Cuore di Cristo.




Qui trovate la seconda parte, con i misteri dolorosi.




Misteri del S. Rosario meditati
sul Sacro Cuore

Pensieri tratti dal magistero
di Giovanni Paolo II

“Fissa lo sguardo sul Cuore e abbi cuore”
 
MISTERI LUMINOSI (giovedì)




1   – IL BATTESIMO DI GESU’



Sulle rive del Giordano, la voce del Padre manifesta il Suo compiacimento nel Cuore del Figlio, Cuore che riconcilia il mondo al Padre.

  •     Maria, avvicinaci al Cuore di Gesù, perché ascoltandoLo, possiamo anche noi divenire l’oggetto del compiacimento di Dio Padre.





      – L’AUTO –RIVELAZIONE DI GESU’ ALLE NOZZE DI CANA



Maria dice a Gesù: “Non hanno più vino”. Maria conosce il Cuore di Cristo, sa che è Esso è “generoso verso coloro che Lo invocano”.

          Vergine Santa, aiutaci ad attingere al Cuore di Gesù quella generosità in cui l’amore non si esaurisce, ma cresce costantemente.





– IL REGNO DI DIO E L’INVITO ALLA CONVERSIONE



Tutto ciò che Dio voleva dire a noi di Sé e del Suo amore, lo ha deposto nel Cuore di Gesù e mediante questo Cuore l’ha espresso.

  • Maria, insegnaci a leggere, attraverso il Cuore di Gesù -“casa di Dio”- l’eterno piano divino della salvezza del mondo.




– LA TRASFIGURAZIONE DI GESU’



Il Cuore di Gesù, “Maestà infinita”, viene ora mostrato, più che mai come la massima vicinanza di Dio nei riguardi del Cuore umano del Figlio e dei nostri cuori umani.

  • Madre Santissima, rendici docili all’amore del Cuore del Tuo Figlio, affinché anche i nostri si lascino trasformare dalla vicinanza del Padre Nostro Celeste..




– L’ISTITUZIONE DELL’EUCARISTIA



Nella Santissima Eucaristia scopriamo il Cuore di Gesù Casa di Dio e Porta del Cielo.

  • Maria, aiutaci a comprendere che, nella Comunione eucaristica, il Cuore del Tuo Figlio estende la sua dimora ad ogni cuore umano e in ciascuno di questi cuori Egli apre la prospettiva dell’eterna unione con la Santissima Trinità.

domenica 14 luglio 2013

MEDITIAMO IL ROSARIO CON IL SACRO CUORE - meditazioni dal Magistero di Giovanni Paolo II - MISTERI DOLOROSI




Prosegue la pubblicazione dei misteri del Santo Rosario, con meditazioni sul Sacro Cuore.
Ricordo agli amici del blog che si tratta di testi brevissimi, estrapolati dagli Angelus di Papa Giovanni Paolo II e riadattati per uso parrocchiale, consentendo una riflessione intensa, ma non troppo appesantita, sul mistero del Cuore di Cristo.

Qui trovate la prima parte, con i misteri gaudiosi.




Misteri del S. Rosario meditati
sul Sacro Cuore

Pensieri tratti dal magistero
di Giovanni Paolo II

“Fissa lo sguardo sul Cuore e abbi cuore”




MISTERI DOLOROSI (martedì e venerdì)



1    – L’AGONIA DI GESU’ NELL’ORTO



L’espressione “Cuore di Gesù” richiama  alla mente l’umanità di Cristo e ne sottolinea la ricchezza dei sentimenti: la tristezza per il tradimento di Giuda, lo sconforto per la solitudine, l’angoscia dinanzi alla morte, l’abbandono filiale nelle mani del Padre.    
  •     Maria, aiutaci a ripagare, con il nostro amore, il Cuore del tuo Figlio, “annientato dalle nostre colpe”.





2.    - LA FLAGELLAZIONE DI GESU’



Dinanzi al tribunale di Pilato Gesù risponde: “Il mio regno non è di questo mondo. Io sono nato per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce”.

  •    Maria, portaci dal Tuo Figlio affinché lo riconosciamo “Re e centro dei nostri cuori”.



– LA CORONAZIONE DI SPINE


Il Cuore di Gesù, con la sofferenza della coronazione di spine, soddisfa la giustizia del Padre, oltraggiato da tanti peccati di pensieri, specie di superbia.

  • Maria, insegnaci a guardare al Cuore di Cristo, “ricolmato di oltraggi”, affinché da questo Cuore impariamo l’umiltà e la mitezza.




– LA SALITA AL CALVARIO


Dal Cuore di Cristo sgorga quell’impegno per la salvezza dell’uomo che lo spinge a salire, come mite agnello, il monte Calvario.

  • Maria, ottienici piena fiducia in questo Cuore, che è “salvezza per coloro che sperano in Lui”.




– LA MORTE IN CROCE DI GESU’


Nel Cuore trafitto di Cristo contempliamo l’obbedienza filiale di Gesù al Padre e il suo amore fraterno per gli uomini, che Egli amò sino alla fine..

  • Chiediamo a Maria di guidarci ad attingere sempre più abbondantemente alle sorgenti di grazia che scaturiscono dal Cuore di Gesù.





lunedì 10 giugno 2013

PREGHIERE AL SACRO CUORE DI GESU'



                                                               AL SACRO CUORE DI GESU'




Cuore Santissimo di Gesù,

fonte di ogni bene.

ti adoro, ti ringrazio

e, pentito vivamente dei miei peccati, 

ti presento questo povero mio cuore.

Rendilo umile, paziente, puro

e in tutto conforme ai desideri tuoi.

Proteggimi nei pericoli,

consolami nelle afflizioni,

concedimi la sanità del corpo e dell'anima,

soccorso nelle mie necessità spirituali e materiali,

la tua benedizione in tutte le mie opere

e la grazia di una santa morte.



SACRO CUORE DI GESU', 
CONFIDO E SPERO IN TE!

venerdì 7 giugno 2013

SOLENNITA' DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - stralci dall'omelia di Benedetto XVI in occasione dell'apertura dell'Anno sacerdotale-







Oggi festeggiamo la Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

Rileggiamo quello che il Papa emerito Benedetto XVI pronunciò del 2009, in occasione dell'apertura dell'anno sacerdotale, che fu fissata proprio nel giorno consacrato al Cuore di Cristo.


Sono parole dedicate principalmente ai sacerdoti, ma che possiamo bene adattare a ciascuno di noi: consacrati, laici, devoti e imitatori del Cuore di Cristo!

Buona lettura!











CELEBRAZIONE DEI VESPRI
DELLA SOLENNITÀ DEL SACRATISSIMO CUORE DI GESÙ

APERTURA DELL’ANNO SACERDOTALE
NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA MORTE
DI SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY

STRALCI DALL' OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI 

Basilica Vaticana
Venerdì, 19 giugno 2009





Nell'antifona al Magnificat tra poco canteremo: "Il Signore ci ha accolti nel suo cuore - Suscepit nos Dominus in sinum et cor suum".

Nell'Antico Testamento si parla 26 volte del cuore di Dio, considerato come l'organo della sua volontà: rispetto al cuore di Dio l'uomo viene giudicato.

A causa del dolore che il suo cuore prova per i peccati dell'uomo, Iddio decide il diluvio, ma poi si commuove dinanzi alla debolezza umana e perdona.
C'è poi un passo veterotestamentario nel quale il tema del cuore di Dio si trova espresso in modo assolutamente chiaro: è nel capitolo 11 del libro del profeta Osea, dove i primi versetti descrivono la dimensione dell'amore con cui il Signore si è rivolto ad Israele all'alba della sua storia:
"Quando Israele era fanciullo, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio" (v. 1).
In verità, all'instancabile predilezione divina, Israele risponde con indifferenza e addirittura con ingratitudine.
"Più li chiamavo - è costretto a constatare il Signore -, più si allontanavano da me" (v. 2). Tuttavia Egli mai abbandona Israele nelle mani dei nemici, perché "il mio cuore - osserva il Creatore dell'universo - si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione" (v. 8). 

Il cuore di Dio freme di compassione!
Nell'odierna solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, la Chiesa offre alla nostra contemplazione questo mistero, il mistero del cuore di un Dio che si commuove e riversa tutto il suo amore sull'umanità.
Un amore misterioso, che nei testi del Nuovo Testamento ci viene rivelato come incommensurabile passione di Dio per l'uomo.
Egli non si arrende dinanzi all'ingratitudine e nemmeno davanti al rifiuto del popolo che si è scelto; anzi, con infinita misericordia, invia nel mondo l'Unigenito suo Figlio perché prenda su di sé il destino dell'amore distrutto; perché, sconfiggendo il potere del male e della morte, possa restituire dignità di figli agli esseri umani resi schiavi dal peccato.
Tutto questo a caro prezzo: il Figlio Unigenito del Padre si immola sulla croce: "Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine" (cfr. Gv 13, 1).
Simbolo di tale amore che va oltre la morte è il suo fianco squarciato da una lancia.
A tale riguardo, il testimone oculare, l'apostolo Giovanni, afferma: "Uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue ed acqua" (cfr. Gv 19, 34).

Fermiamoci insieme a contemplare il Cuore trafitto del Crocifisso.
Abbiamo ascoltato ancora una volta, poco fa, nella breve lettura tratta dalla Lettera di san Paolo agli Efesini, che "Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatti rivivere con Cristo... Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù" (Ef 2, 4-6).
Essere in Cristo Gesù è già sedere nei cieli.
Nel Cuore di Gesù è espresso il nucleo essenziale del cristianesimo; in Cristo ci è stata rivelata e donata tutta la novità rivoluzionaria del Vangelo: l'Amore che ci salva e ci fa vivere già nell'eternità di Dio.
Scrive l'evangelista Giovanni: "Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna" (3, 16). Il suo Cuore divino chiama allora il nostro cuore; ci invita ad uscire da noi stessi, ad abbandonare le nostre sicurezze umane per fidarci di Lui e, seguendo il suo esempio, a fare di noi stessi un dono di amore senza riserve. 

Se è vero che l'invito di Gesù a "rimanere nel suo amore" (cfr. Gv 15, 9) è per ogni battezzato, nella festa del Sacro Cuore di Gesù, Giornata di santificazione sacerdotale, tale invito risuona con maggiore forza per noi sacerdoti, in particolare questa sera, solenne inizio dell'Anno Sacerdotale, da me voluto in occasione del 150° anniversario della morte del Santo Curato d'Ars.
Mi viene subito alla mente una sua bella e commovente affermazione, riportata nel Catechismo della Chiesa Cattolica:


"Il sacerdozio è l'amore del Cuore di Gesù" (n. 1589). 


Come non ricordare con commozione che direttamente da questo Cuore è scaturito il dono del nostro ministero sacerdotale?
Come dimenticare che noi presbiteri siamo stati consacrati per servire, umilmente e autorevolmente, il sacerdozio comune dei fedeli?
La nostra è una missione indispensabile per la Chiesa e per il mondo, che domanda fedeltà piena a Cristo ed incessante unione con Lui; questo rimanere nel suo amore esige cioè che tendiamo costantemente alla santità, a questo rimanere come ha fatto san Giovanni Maria Vianney.

Lasciarsi conquistare pienamente da Cristo!
Questo è stato lo scopo di tutta la vita di san Paolo, al quale abbiamo rivolto la nostra attenzione durante l'Anno Paolino che si avvia ormai verso la sua conclusione; questa è stata la meta di tutto il ministero del Santo Curato d'Ars, che invocheremo particolarmente durante l'Anno Sacerdotale; questo sia anche l'obiettivo principale di ognuno di noi.
Per essere ministri al servizio del Vangelo, è certamente utile e necessario lo studio con una accurata e permanente formazione teologica e pastorale, ma è ancor più necessaria quella "scienza dell'amore" che si apprende solo nel "cuore a cuore" con Cristo.
È Lui infatti a chiamarci per spezzare il pane del suo amore, per rimettere i peccati e per guidare il gregge in nome suo.
Proprio per questo non dobbiamo mai allontanarci dalla sorgente dell'Amore che è il suo Cuore trafitto sulla croce. 

Solo così saremo in grado di cooperare efficacemente al misterioso "disegno del Padre" che consiste nel "fare di Cristo il cuore del mondo"!
Disegno che si realizza nella storia, man mano che Gesù diviene il Cuore dei cuori umani, iniziando da coloro che sono chiamati a stargli più vicini, i sacerdoti appunto.
Ci richiamano a questo costante impegno le "promesse sacerdotali", che abbiamo pronunciato il giorno della nostra Ordinazione e che rinnoviamo ogni anno, il Giovedì Santo, nella Messa Crismale.
Perfino le nostre carenze, i nostri limiti e debolezze devono ricondurci al Cuore di Gesù.
Se infatti è vero che i peccatori, contemplandoLo, devono apprendere da Lui il necessario "dolore dei peccati" che li riconduca al Padre, questo vale ancor più per i sacri ministri.
Come dimenticare, in proposito, che nulla fa soffrire tanto la Chiesa, Corpo di Cristo, quanto i peccati dei suoi pastori, soprattutto di quelli che si tramutano in "ladri delle pecore" (Gv 10, 1ss), o perché le deviano con le loro private dottrine, o perché le stringono con lacci di peccato e di morte?
Anche per noi, cari sacerdoti, vale il richiamo alla conversione e al ricorso alla Divina Misericordia, e ugualmente dobbiamo rivolgere con umiltà l'accorata e incessante domanda al Cuore di Gesù perché ci preservi dal terribile rischio di danneggiare coloro che siamo tenuti a salvare. 

Poc'anzi ho potuto venerare, nella Cappella del Coro, la reliquia del Santo Curato d'Ars: il suo cuore.
Un cuore infiammato di amore divino, che si commuoveva al pensiero della dignità del prete e parlava ai fedeli con accenti toccanti e sublimi, affermando che "dopo Dio, il sacerdote è tutto!... Lui stesso non si capirà bene che in cielo" (cfr. Lettera per l'Anno Sacerdotale, p. 2).
Coltiviamo, cari fratelli, questa stessa commozione, sia per adempiere il nostro ministero con generosità e dedizione, sia per custodire nell'anima un vero "timore di Dio": il timore di poter privare di tanto bene, per nostra negligenza o colpa, le anime che ci sono affidate, o di poterle - Dio non voglia! - danneggiare.
La Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi; di ministri che aiutino i fedeli a sperimentare l'amore misericordioso del Signore e ne siano convinti testimoni.
Nell'adorazione eucaristica, che seguirà la celebrazione dei Vespri, chiederemo al Signore che infiammi il cuore di ogni presbitero di quella "carità pastorale" capace di assimilare il suo personale "io" a quello di Gesù Sacerdote, così da poterlo imitare nella più completa auto-donazione.
Ci ottenga questa grazia la Vergine Maria, della quale domani contempleremo con viva fede il Cuore Immacolato.
Per Lei il Santo Curato d'Ars nutriva una filiale devozione, tanto che nel 1836, in anticipo sulla proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione, aveva già consacrato la sua parrocchia a Maria "concepita senza peccato".
E mantenne l'abitudine di rinnovare spesso quest'offerta della parrocchia alla Santa Vergine, insegnando ai fedeli che "bastava rivolgersi a lei per essere esauditi", per il semplice motivo che ella "desidera soprattutto di vederci felici".
Ci accompagni la Vergine Santa, nostra Madre, nell'Anno Sacerdotale che oggi iniziamo, perché possiamo essere guide salde e illuminate per i fedeli che il Signore affida alle nostre cure pastorali. Amen!