ORA SANTA
PER LA VIGILIA
DEL PRIMO VENERDI'
DI SETTEMBRE
Scendeva la sera del Giovedì
santo... Insieme con le prime ombre, gli orrori di un'agonia spaventosa
riempivano già il Cuore straziato di Gesù.
Il Nazareno Salvatore era il
Figlio dell'Uomo...
Aveva una Madre, unica nella sua tenerezza, divina
nella sua bellezza, il suo affetto e il suo sguardo erano per Gesù più
del canto degli angeli, più dell'aura profumata dei cieli... Lei era la
benedetta dal Padre ... e doveva lasciarla per amore degli uomini...
È
il Giovedì santo, giorno degli addii supremi del Maestro...
La sua ora è giunta: prostrato a terra, in ginocchio dinnanzi alla
Vergine Maria, il Figlio di Dio le chiede il consenso di morire per la
redenzione dei suoi stessi carnefici!...
Questa scena in cui l'autore mostra Gesù che da l'addio a sua Madre, non
ci viene da alcun dato storico.
Ma è tuttavia permesso alla pietà
cristiana immaginarla, come d'altronde fece S. Bonaventura nelle sue
«Meditazioni sulla vita di Cristo».
Con il capo appoggiato sul petto materno, Gesù le affida commosso le
pecorelle del suo ovile. Maria Lo stringe tra le sue braccia...
Ricorda
Betlemme mentre i suoi occhi, divinamente illuminati, si posano
anticipatamente sul Calvario...
E anch'Elia piange, bagnando con le sue
lacrime la testa del Salvatore... piange offrendo all'eterno Padre la
Vittima, l'Agnello immacolato... piange, benedicendo il mondo, il cui
riscatto ebbe principio nella felice casetta di Nazareth e sarà compiuto
il giorno seguente, sopra un patibolo di orrore, di sangue e di
vergogna!
Delirante d'amore, la Madre abbraccia il Figlio, e prima che le spine
profanino la sua fronte, Lo bacia nel nome del cielo, perché è suo
Dio... torna a baciarlo nel nome della terra, perché è suo Re... e
pronuncia un fiat doloroso ed onnipotente....
È notte ormai. Gesù ha affidato la Madre desolata agli amici di Betania e
agli angeli, e si allontana con l'anima immersa in un'agonia più amara
della morte! ...
(Pausa)
LE ANIME — Come fa bene, Gesù eucaristico, ricordare in quest'ora e in
questo giorno memorabile, questa tua prima crudelissima angoscia, il
dolore e il sacrificio di tua Madre per il genere umano colpevole!...
Signore, non solo come Dio, ma anche come Uomo-Dio e Figlio di Maria, Tu
penetri e comprendi la mortale crudeltà delle separazioni della
terra... il dolore che provocano le assenze, le partenze e la morte...
Proprio perché sei Gesù, cioè veramente Uomo e anche Dio, noi
comprendiamo questo strazio del tuo Cuore, così delicato e capace di
amare, nel separarti da Maria, addolorata come nessuna madre da quel
momento in poi...
Guarda in Lei, Gesù, tante madri, tante spose, tante anime che piangono,
oggi, dinnanzi al tuo tabernacolo l'assenza di persone tanto care!..
Quante fra loro verranno in seguito, sole, a prostrarsi dinnanzi alla
croce sanguinante!... Sì, verranno sole, perché la sventura, e talvolta
la mancanza di fede, terranno lontani dal focolare o dal tempio un
fratello, uno sposo, un figlio!...
Lontani, ma mai saranno scacciati dal santuario del tuo Sacro Cuore, che
è la resurrezione di quelli che sono caduti!... E in esso, come in un
calice, verranno a piangere con Te, in questo Getsemani, le angosce
dell'assenza, tante madri contristate, tanti padri cristiani, tanti
fratelli desolati, reclamanti dal tuo Cuore la pace con il trionfo del
tuo amore nei loro focolari... la pace nel ritorno dei loro prodighi...
la pace nella rassegnazione per la crudeltà della morte!...
Non importa che soffriamo noi, Maestro, qui presso di Te... purché i
nostri tornino presto fra i tuoi... che Ti adorino e che Ti amino tutti,
come nel giorno senza nubi della prima Comunione!.. O dolce Nazareno,
ricorda i dolori di Maria nel momento della separazione, il Giovedì
santo... Non dimenticare l'ultimo abbraccio della tua Mamma addolorata
e, in nome del suo dolore, veglia nella tua Eucaristia, con una
tenerezza speciale, per le madri addolorate e per tutti gli assenti dal
focolare!...
(Pausa)
Chiediamo ai sacri Cuori di Gesù e di Maria che per la profonda
afflizione del Giovedì santo guariscano tante miserie morali dei nostri
focolari: nel primo giorno in cui il suo Cuore ci diede la Santa
Eucaristia, Gesù non vorrà negarci questa grazia!
Con il cuore straziato, la testa bagnata ancora dalle lacrime della
Madre divina, Gesù sale la collina di Sion e giunge con i suoi alla sala
dove deve celebrare l'ultima Cena... È ferito d'amore, il pianto
vorrebbe annebbiare i suoi occhi bellissimi, ma il Maestro divino
trattiene l'impeto delle lacrime nel suo Cuore già straziato. E poiché
ci aveva amato sempre, con un amore immenso, in quest'ora sublime ci amò
fino alla fine... (Gv 13,1). Divinamente folle nella sua carità, si
fece nostro Pane, si fece Eucaristia, e inerme, indifeso, annientato, si
consegnò a noi, nell'Ostia, fino alla consumazione dei secoli!... Ti
vinse l'amore, Gesù: sia sempre amato e benedetto il tuo Cuore
eucaristico!...
(Pausa)
Al ricordo del dono per eccellenza del Cuore di Gesù, la sua divina
Eucaristia, abbiamo esclamato: «Sia sempre amato e benedetto il tuo
Cuore eucaristico!...».
Ma non è questo il grido di un mondo che ereditò la durezza del popolo
deicida e la perfidia del discepolo traditore... Il Dio eucaristico è
qui ed è dimenticato da tante migliaia dei suoi redenti... Del
tabernacolo fece la sua prigione. Inventò per noi il cielo
dell'Eucaristia e il suo popolo Lo ricompensò con l'oblio... il suo
popolo ha fatto il vuoto e il silenzio intorno all'Arca santa... e voi
vedete dovunque, anime consolatrici, com'Egli è abbandonato nella
solitudine della sua povera dimora... Egli, Dio, la beatitudine dei Cieli!... Egli chiama... e la sua voce si perde nel deserto...
chiede... e la sua preghiera si dissipa nel silenzio... si lamenta... e i
suoi gemiti sono spesso soffocati dai clamori dei figli ingrati,
noncuranti, dimentichi del divino Schiavo dell'altare...
L'Uomo-Dio previde questi affronti... e li assaporò in tutta la loro
indicibile amarezza nel consacrare il primo pane, la notte del Giovedì
santo! Egli sapeva tutto questo... e il suo Cuore non vacillò... perché
aspettava voi, anime fedelissi-me... perché vi vedeva arrivare con una
preghiera di consolazione e di vittoria davanti al suo altare...
Recitiamola insieme e che questa preghiera sia riparazione per l'infame
dimenticanza in cui è lasciato Gesù nel Santissimo Sacramento e domanda
supplice di una nuova era di trionfo del Cuore di Gesù Eucaristia...