venerdì 20 giugno 2014

NOVENA AL SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - Terzo giorno: "Cuore di Gesu' Tempio santo di Dio" -


S.Cuore - Chiesa di San Giacomo, Roma



PREGHIERA AL SACRO CUORE
 
Dio, Padre buono,
nel Cuore di Tuo Figlio
celebriamo le meraviglie del Tuo amore:
da questa fonte inesauribile
riversa su di noi
l'abbondanza dei Tuoi doni.
Amen

(dalla Liturgia) 












"Cuore di Gesù, tempio santo di Dio", leggiamo nella quinta litania del Sacro Cuore e il pensiero corre ad un testo paolino, la Prima Lettera ai Corinzi, in cui anche noi veniamo definiti "Tempio di Dio", perchè "lo Spirito di Dio abita" in noi.  
"Santo è il tempio di Dio, che siete voi". (cfr 1 Cor 16,17)

Il parallelo è impressionante: il Cuore di Cristo è il tempio santo di Dio ed anche l'uomo è tempio santo di Dio.

E' solo nell'umanità redenta da Gesù che questo straordinario miracolo può verificarsi.
La nostra è una "carne nuova" nel nuovo Adamo, la nostra è una vita nuova nella Vita Vera che riceviamo entrando nella schiera dei figli di Dio attraverso il Battesimo e proseguendo questo cammino con i vari Sacramenti.

L'umanità di Gesù, il Suo Cuore Umano e divino è il primo Tempio Santo di Dio che la storia conosca.
Solo a partire da Lui in poi, "primizia di coloro che sono morti" (1 Cor 15,20), i credenti possono diventare tempio santo di Dio.

E' interessante l'etimologia della parola TEMPIO, da TEMPLUM, che taluni ricollegano al termine greco TEMENOS.
Il vocabolo latino rimanda a "sezione", quello greco a "recinto, luogo separato".
In senso prettamente religioso, e oserei dire simbolico, nel Tempio di Dio non vi è soltanto Gesù presente realmente nella Santa Eucaristia in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Nel Tempio di Dio è Dio stesso che invita l'uomo a varcare la soglia, portando sè stesso, con tutto ciò che è di buono per offrirlo al Signore, di meno buono per convertirlo in migliore (attraverso il Sacramento della Confessione); 
ciò che è motivo di gioia, per lodare Dio, ciò che è causa di sofferenza, per trovare in Lui conforto e speranza;
ciò che sono i talenti ricevuti per metterli a servizio della comunità.

Nel Tempio, l'uomo si sforza di "convergere" tutto in Dio, per ordinare rettamente ogni cosa.
Se Gesù è Tempio di Dio e se anche l'uomo lo è, allora la creatura è chiamata a "ricapitolare in Cristo tutte le cose" (Ef 1,10), ogni giorno della sua vita.
Siamo invitati a vivere dando a Dio la priorità; ad agire, pensare, amare da cristiani coerenti che mettono in pratica la Parola; a fare la volontà del Padre.

Il Cuore di Cristo, ripieno di Spirito Santo, ha fatto esattamente così: ci ha amato secondo il progetto del Padre, quello che prevedeva la Croce come strumento di salvezza.
Ci ha amati non anteponendo al nostro vero bene la Sua comodità, gli agi, la ricchezza, ma dandoSi tutto in pienezza, come Cristo povero, umile e casto.

Lo Spirito Santo può donare a noi la stessa capacità, attraverso i Suoi Santi doni, affinchè possiamo vivere orientando tutta la nostra vita a Dio e amando gli altri come Egli desidera.

Preghiamo il Cuore Sacratissimo di Gesù perché ci aiuti ad accogliere in noi questo Spirito che vuole colmarci di tutti i Suoi preziosi regali.

giovedì 19 giugno 2014

NOVENA AL SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - Secondo giorno: "Cuore di Gesu' sostanzialmente unito al Verbo di Dio" -

Preghiera al Sacro Cuore
Dio, Padre buono,
nel Cuore di Tuo Figlio
celebriamo le meraviglie del Tuo amore:
da questa fonte inesauribile
riversa su di noi
l'abbondanza dei Tuoi doni.
Amen

Le litanie del Sacro Cuore parlano del Cuore di Gesu' "sostanzialmente unito al Verbo di Dio".
É ovvio che qui piu' che mai si faccia riferimento al Cuore 'umano' di Cristo che é unito alla Persona Divina del Verbo.
Come si realizzi l'unione ipostatica tra l'umanita' di Cristo e la Sua Divinita' é qualcosa che supera ogni conoscenza umana, ma mi piace pensare che sia proprio lo Spirito Santo, Colui al Quale chiediamo, nella Santa Messa, che ci riunisca in un solo corpo.
Lo Spirito Santo alberga nel Cuore umano di Cristo e come il cuore pulsa sangue in tutto il corpo, attraverso le vene e cosi' facendo ossigena i tessuti e gli organi, cosi' lo Spirito Santo - l'Amore divino del Padre e del Figlio - irradia, pulsa Amore in tutto l'Essere Umano di Cristo, trasformando, elevando ogni azione, parola, pensiero, dal semplice livello puramente umano...ad un livello divino.
Ogni atto d'Amore del Cristo é inifinitamente piu' sublime, piu' meritoria di quelli di tutte le altre creature, proprio perché i Suoi sono atti "umanamente divini" e "divinamente umani".
Questo mistero ci spinge ad una riflessione: quanto é vero cio' che dice San Paolo!
A nulla ci gioverebbe parlare tutte le lingue del mondo...se non avessimo la carita'!
Dio ci ha donato - come si legge nel profeta Ezechiele - "un Cuore nuovo ed uno Spirito nuovo", per amare come Egli ci ha amato, ci ama e ci amera' per sempre.
L'Amore nobilita l'uomo, lo innalza oltre il livello semplicemente umano.
Sforziamoci di amare col Cuore di Cristo: non é impossibile, Dio stesso ce lo assicura!
Sant'Agostino non esita ad affermare che Dio si é fatto uomo come noi, per farci 'dio' come Lui.
Questo é il potere straordinario dell'Amore!

mercoledì 18 giugno 2014

NOVENA AL SACRATISSIMO CUORE DI GESU' - Primo giorno: "Cuore di Gesu' formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria" -

Preghiera al Sacro Cuore
Dio, Padre buono,
nel Cuore di Tuo Figlio
celebriamo le meraviglie del Tuo amore:
da questa fonte inesauribile
riversa su di noi
l'abbondanza dei Tuoi doni.
Amen

Le litanie del Sacro Cuore ci presentano il Cuore di Gesu' come "formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria".
É bellissima, questa descrizione: in una sola pennellata, la preghiera litanica condensa altissimi concetti teologici e spirituali.
Lo Spirito Santo é Colui per opera del quale tutto si compie, come anche nel Credo professiamo a riguardo dell'Incarnazione.
Lo Spirito Santo é l'amore del Padre e del Figlio.
Allora la litania vuol dirci che l'Amore del Padre - Prima Persona della Trinita' - che concepisce il disegno dell'Incarnazione del Figlio, crea il Cuore Umano di Cristo.
Ma lo Spirito é anche Amore del Verbo - Seconda Persona della Trinita' - che acconsente al piano salvifico del Padre.
É dunque dall'Amore del Padre e del Figlio che viene formato il Cuore Sacratissimo di Gesu'.
L'Amore di Dio Padre e di Dio Figlio, non puo' che volere cio' che vogliono i primi Due: la loro Volonta' é unica.
C`é pero' anche un'altra volonta' che qui entra in gioco, quella di Maria Santissima.
La Vergine accetta che il Verbo Si incarni in Lei, il Suo Fiat é propedeutico all'agire dello Spirito Santo nel suo grembo.
Questo ci spinge a riflettere: grandi cose vuole fare lo Spirito Santo in ciascuno di noi, per realizzarela volonta' del Padre, con cui siamo riconciliati da Cristo.
Eppure nel rispetto della liberta' umana, lo Spirito agisce se ciascuna delle creature pronuncia il proprio "Fiat„ al pari di Maria Vergine.

La Madonna ci aiuti ad essere pronti a rispondere con generosita' al Cuore di Cristo che parla nei nostri cuori e che ci chiede di spalancare le porte ai doni dello Spirito Santo che Dio Padre vuole donarci, per mezzo di Lui.

venerdì 6 giugno 2014

IL CUORE DELLA MADRE E IL CUORE DEL FIGLIO - pensieri di Mons. V. Bertolone - terza parte


Prosegue la pubblicazione di alcuni estratti della lettera per il mese di giugno scritta da Mons. Vincenzo Bertolone - arcivescovo di Catanzaro-Squillace.
Qui trovate la seconda parte.


"Ecco lo spunto, suggeritoci dalla Madre, accanto al cui cuore era stato tessuto dallo Spirito Santo il piccolo Gesù: una vera sintonia di cuori, richiede di saper riconoscere per tempo l'ardere del cuore.
Per tempo, non troppo tardi.
Si tratta di riconoscere il Risorto dall'ardore sentito in cuire; quell'ardore, appunto, percepito mentre egli conversava con noi lungo la via".
Il Cuore di Cristo continua a comunicare con noi lungo la strada dell'esistenza: lo riusciamo a percepire?
Ne sentiamo il calore amoroso?
Ne gustiamo il profumo?
Egli si accosta a noi in maniera spesso imprevista, ci visita nei momenti inaspettati, nella richiesta dell'ospite improvviso, nella domanda di un boccone da parte del povero, nello sguardo di un bambino, nella richiesta senza parole di un giovane...
Sappiamo sentirne la presenza con le vie profonde e misteriore del cuore?
Eppure, ogni evento o persona ci pone di fronte a un appello da parte del Cuore di Gesù, che chiede al nostro cuore di vibrare, di riconoscerlo.
Egli ci chiederà ancora, nell'ultimo giorno, solamente se l'abbiamo identificato in chi aveva fame (di pane, ma anche di istruzione religiosa e di cultura); in chi aveva sente (di acqua, ma anche di affetto, comprensione e consolazione); in chi era straniero e domandava di essere accolto (ma anche di non essere respinto, di essere ascoltato, di essere capito dal suo punto di vista); in chi era nudo e chiedeva di essere rivestito (ma anche di essere restituito alla sua dignità ed umanità); in chi era malato o in carcere e domandava di essere visitato (ma anche di essere assistito decorosamente dal punto di vista sanitario e di essere imprigionato, sì, per espiare le colpe e recuperarsi, ma non per degradarsi e abbruttirsi)".


mercoledì 4 giugno 2014

IL CUORE DELLA MADRE E IL CUORE DEL FIGLIO - pensieri di Mons. V. Bertolone - seconda parte


Prosegue la pubblicazione di alcuni estratti della lettera per il mese di giugno scritta da Mons. Vincenzo Bertolone - arcivescovo di Catanzaro-Squillace.
 
Qui trovate la prima parte.

"Per definizione, dice la nostra cultura popolare, la madre è colei che non saprebbe mai ridursi ad usare la vita del figlio in vista di altri scopi che non siano i beni stessi della nuova vita.
La madre, inoltre, è colei il cui cuore non vorrebbe mai dover assistere alla distruzione del cuore del proprio figlio.
A Maria Vergine, purtrippo, accadde un giorno di dover assistere all'interruzione del battito del Cuore del Figlio.
E tuttavia, regina del cielo, rallegrati, cantiamo nel tempo di Pasqua, ammirando che il cuore di Maria vibra, ormai per sempre, di gioia per la resurrezione del Cuore del Figlio.
Vogliamo farci, lungo questo tempo devoto di giugno, discepoli di questo cuore di Madre che ha generato per noi e per la nostra salvezza, il Cuore del Figlio.
Vogliamo apprendere da Maria la via giusta che ci conduce ad essere veri discepoli del Sacratissimo Cuore di Cristo.
Il discepolo è sempre uno che ama, sempre, tanto, senza sosta.
La via giusta è, anzitutto, quella di imparare ad amare, quindi a sentir pulsare in noi il cuore, cioè ad emozionarci ancora davanti ai tanti, tantisimi, ma spesso inascoltati, appelli di Dio.
Bisogna, a volte, ascoltarLo col cuore, non pretendere di vederLo con gli occhi.
Bisogna spesso percepirlo per via affettiva piuttosto che conoscitiva e attiva.

Soltanto quando ricordano il loro ardere in cuore, i due viandanti del Vangelo si pongono nella condizione giusta per riuscire a vedere quanto le Scritture intendevano rivelare.
Anche noi come quei due, siamo lenti a capire il genuino senso della Rivelazione, appesantiti dalle fuorvianti interpretazioni dei mass-media, dalle preoccupazioni per la soddisfazione dei bisogni quotidiani, dai falsi miti del successo e del denaro...
Ricordiamo quei due che vanno lungo la via, dopo i fatti terribili della passione e morte del Nazareno e dopo le prime ancora incerte notizie circa la Resurrezione.
Sono diretti verso il villaggio di Emmaus, distante circa 12 chilometri da Gerusalemme.
Tanti chilometri con Lui, tanti dialoghi, tante parole, tanto tempo quanto ne può passare per completare la distanza di 12 chilometri percorsi a piedi...Eppure, essi non l'hanno riconosciuto.
Soltanto quando il Signore si sottrarrà alla loro vista, essi capiscono.
E lo faranno ripensando proprio al sobbalzare ed all'ardere del loro cuore, alloquando quel viandante, aveva spiegato loro ciò che si riferiva a Lui in tutte le scritture.
Santa Maria del cammino, aprici gli occhi e fà che si scaldi il nostro cuore mentre Lo ascoltiamo nell'annuncio delle Sacre Scritture"!
 

domenica 1 giugno 2014

IL CUORE DELLA MADRE E IL CUORE DEL FIGLIO - pensieri di Mons. V. Bertolone - prima parte


In occasione dei mesi di maggio e di giugno, Mons. Vincenzo Bertolone - arcivescovo di Catanzaro-Squillace - è solito inviare ai fedeli della sua diocesi una "lettera" per aiutare a riflettere e meditare.

Condivido con voi alcuni spunti di questo testo, augurandovi trenta giorni pieni della dolcezza e della pace che solo il Cuore di Cristo può dare!


"La vita devozionale mariana, con i suoi ritmi di preghiera, meditazione e impegno esistenziale, vuole, in qualche modo, condurci ai ritmi propri della vita devozionale al Sacro Cuore.
Sì, davvero è come se il cuore della Mamma mettesse in moto la devozione popolare cristiana, orientandola verso il Cuore del Figlio, sottolineandone le sinergie, le pulsioni consonanti, i tirmi giusti da assumere, i sacrifici da offrire, le preghiere da elevare.
Il cuore stesso del popolo di Dio, ritmando la propria esistenza sulla frequenza del cuore della Madre, entra, perciò, meglio in sintonia con il Sacratissimo Cuore del Figlio, quasi ne sente la gioia vitale e ne coglie le risonanze, che sono le risonanze stesse di Dio!

In tal modo, dalla vita spirituale di chi si accosta - come noi - al mistero della Madre è, per così dire, inevitabile e naturale approdare al mistero del Figlio.
Se è vero e fondato l'adagio popolare ad Jesum per Mariam, possiamo, dobbiamo, andare, dunque, dal cuore di Maria, particolarmente venerato nel mese di maggio, al Sacratissimo Cuore di Gesù Cristo
In questo senso, Santa Maria diviene per noi effettivamente Odegitria, cioè colei che ci mostra il cammino, da cuore a cuore, accompagnandoci, con cuore di mamma, verso il Cuore di suo Figlio: una via di devozione e di amore, di carità e di dedizione struggente.

Perciò davvero, nella devozione al Sacro Cuore di Gesù, è insita la qualità di simbolo e di espressiva immagine dell'infinita carità di Gesù Cristo, che ci stimola a ricambiarlo col nostro amore.
Lasciamoci guidare docilmente dalle ragioni di questi due cuori!
Ciò significa imparare a vedere e conoscere anche mediante le corde dell'affettività e dell'amore, che integrano le corde della speculazione e della riflessione razionale, correlando il comprendere con il credere, coniugando ascolto e visione".